GRUPPO AMICI DEL PRESEPE Monte Porzio Catone

Introduzione 

 

In ogni presepe si vuole ricreare, oltre alle strutture principali , alle case, alle rocce , agli alberi anche degli 

effetti speciali che possano riprodurre per esempio un fuoco, la luna , le stelle , il giorno e la notte , una 

nevicata e tante altri fenomeni fisici per arricchire e stupire il visitatore. Tali accorgimenti dovranno essere 

utilizzati con parsimonia per armonizzarli con l’ambiente ricreato, per questo non dovranno mai essere i 

protagonisti ma solo contribuire a rendere l’ opera più affascinante. 

 

In questo capitolo del corso, spiegheremo a grandi linee alcuni effetti tradizionali utilizzati nei presepi 

accanto a delle nozioni tecniche. Questa è una sezione molto particolare in quanto presuppone conoscenze 

di elettricità e un minimo di pratica di piccoli impianti. 

 

1. IMPIANTO ELETTRICO 

Questa sezione vuole essere solo nozionistica per avere almeno una conoscenza delle problematiche 

relative alla realizzazione di un presepe con un impianto elettrico sicuro. 

 

Per prima cosa bisogna ricordare che esistono due tipologie di alimentazione dei circuiti elettrici. 

 

La prima è in Tensione continua e la seconda in Tensione alternata. 

 

L’ impianto casalingo è di tipo a tensione alternata , l’ alimentazione della automobile per esempio è in 

tensione continua. 

 

La tensione continua viene fornita da un trasformatore che appunto trasforma la tensione da alternata in 

continua per mezzo di un circuito chiamato raddrizzatore. 

 

Il circuito che trasforma da corrente continua in alternata si chiama inverter ed è utilizzato nei sistemi di 

pannelli fotovoltaici per esempio, in quanto il pannello fornisce una tensione continua. 

 

Un trasformatore può essere di diverse tipologie, ce ne sono alcuni di tipo meccanico e altri di tipo 

elettronico. 

 

Tutte le tipologie trasformano la tensione da 220 Volts (come esempio) ad una tensione di solito più bassa, 

quindi ci sarà una parte di ingresso ed una parte di uscita. 

 

La parte di ingresso , se la tensione in ingresso è superiore all’ uscita avrà i cavi di sezione maggiore rispetto 

a quella di uscita. 

 

 

I trasformatori meccanici sono come quello in figura forniscono una tensione 

alternata o continua. 

La tensione è la differenza di potenziale che si ha ai capi dei fili, sulla presa casalinga abbiamo per esempio 

220 Volts (cosiddetto valore efficace) , il Volts è l’ unità di misura della tensione, l’ Ampère quella della 

corrente. 

 

La tensione fornita dalla rete è, come detto, alternata cioè non ci sono sempre 220 Volts ma la tensione 

oscilla tra + 220 Volts e – 220 Volts. 

 

+ 220 Volts 

-220 Volts 

0 Volts 

Questa oscillazione avviene per 50 volte al secondo (50 Hertz). Naturalmente questa oscillazione non viene 

 

percepita perché le lampade e i motori sono progettati per funzionare in questo modo. L’ alimentazione in 

continua fa in modo invece che la tensione sia sempre fissa a 220 Volts o ad altre tensioni, per esempio 12 

Volts, il polo positivo (+) e quello negativo (-) non si invertano mai. 

Questo è necessario quando si usano apparecchi come il computer di casa che hanno bisogno che la 

tensione sia fissa e stabile. Questo si nota anche considerando il colore dei fili che escono dalle 

alimentazioni, come la batteria della macchina che ha un polo positivo (+) di colore rosso e negativo (-) di 

colore nero. Alimentazioni di questo tipo si usano per esempio nei led che funzionano solo con tensione 

continua fissa, infatti il led vuole che sul suo polo positivo venga collegato il positivo dell’ alimentazione e 

sul negativo viceversa, altrimenti non funziona. Detto questo supponendo che utilizziamo, salvo casi 

particolari, l’alimentazione in corrente alternata bisogna cominciare a capire meglio come usarla. 

Per prima cosa bisogna avere a disposizione dei cavi, delle prese e delle spine per il realizzare il nostro 

circuito. Infatti questo ultimo deve essere opportunamente dimensionato cioè deve sostenere le potenze e 

quindi l’ assorbimento sui propri cavi. Avremo sicuramente una presa di alimentazione da cui attingere la 

corrente necessaria. La prima cosa da sapere è quanto assorbimento deve avere il nostro presepe, cioè 

quante lampade, motori e altro dobbiamo collegare al circuito. 

 

Un lampada su cui è scritto 100 watt assorbe appunto, come potenza, (il Watt è l’ unità di misura della 

tensione) 100 Watt significa in base alla legge che lega corrente tensione e potenza 

 

P[Watt]= V[Volts]*I [Ampère] 

100= 220 [Volts](tensione della rete)*I [Ampère] 

I = P/V 

I= 100/220 

I= 0,22 Ampere 

 

La nostra lampada assorbirà 0,22 Ampere (Ampere è l’ unità di misura della corrente). Questo è essenziale 

da capire come realizzare un impianto sicuro. 

 

La rete ci fornisce la tensione poi siamo noi a decidere, in base a quello che colleghiamo al circuito, la 

corrente che passa nei fili di collegamento. La tensione crea l’energia elettrica ma questa energia per essere 

utilizzata ha la necessità di avere un circuito su cui far scorrere la corrente che crea il lavoro per accendere 

le lampade o far funzionare un motore. 

 

La corrente viene succhiata dal carico che viene collegato al circuito. Facciamo un esempio, vogliamo 

collegare un lampada di 100 Watt. La corrente che scorre nel filo è di 0.22 Ampère come nell’esemio 

precedente. 

continua........... 

Ringrazio infinitamente l'amico Parmenione per avermi inviato il procedimento per realizzare un pirografo. Vi ricordo che L'amministratore e lo staff del forum e lo stesso Parmenione non si assumono nessuna responsabilità per eventuali danni provocati a cose ed a persone... 

 

 

Materiale: 

 

- Un pezzo di tubo di plastica rigida isolante che si usa per impianti elettrici, lungo 12/14 cm; 

- Un portalampade micromignon; 

- Un trasformatore da 12 volts; 

- Un regolatore di luminosità; 

- Un pezzo di filo di resistenza (io ho usato quella di una macchinetta per fare i tost); 

- Cavo elettrico; 

- Spina elettrica; 

- Tappo di plastica; 

- Nastro isolante. 

 

Procedimento: 

 

Forare da parte a parte a circa 3 cm dalla cima il tubo. 

Da questi due fori devono uscire i cavi elettrici, che si infilano precedentemente nel tubo. 

Col tappo si chiude l'estremità del tubo vicina ai fori, e vi si incolla sopra il portalampade. 

I due capi dei cavi si fissino, uno per parte, alle due viti e questi si uniscano tra loro con il pezzo di filo di resistenza, a cui si dà la forma di una V capovolta. 

Gli altri capi si allaccino al trasformatore,poi al regolatore di luminosità e poi alla spina. 

Nastrare la parte dei cavi vicino ai morsetti. 

Il regolatore serve per dosare la temperatura del nostro pirografo, il trasformatore ci permette di lavorare ad una tensione più bassa, per sicurezza.. 

Sarebbe meglio fissare il tutto su una scatoletta di plastica o di legno,per rendere il tutto più "bello" e sicuro, magari munita di pulsante per l'accensione e spegnimento. 

pirografo fatto in casa per incidere sul plistirolo
Creare un pirografo

Effetto fuoco nel presepe

Occorrente

  • 5 Pezzi di legno(rametti di dimensioni adatte a quelle delle statue)

  • 5 Micro lampade da 12 V

  • 1 Trasformatore 12V

  • Carta forno

  • Cenere

  • Colla vinilica

realizzazione fuoco

Forare con una punta da Ø3 i pezzetti di legno nel senso assiale non passante e un foro trasversale come da Fig. 1.

 inserire la micro lampadina, facendo uscire i fili dal foro trasversale come da Fig. 2

coprire la lampadina con la carta forno e colla , dipingendo l'attaccatura della carta di nero il resto di rosso  con qualche pennellata di giallo come da Fig. 3

Quando il colore è asciutto coprire di colla la carta e immergerla nella cenere come da Fig. 4

a questo punto e sufficiente montare i pezzi di legno nel nostro presepe come da Fig.  5  aggiungendo cenere e qualche sassolino per rendere più realistico il nostro fuoco

 

       

 

Fig. 1                                       Fig. 2 

 

 

          

 

                            Fig. 3                                   Fig. 4

 

 

 

 

Fig. 5