SPIRITUALITA' DEL PRESEPE

Inseguendo l’Agnello



IMPARIAMO A PREGARE

Trattenimenti

spirituali davanti al presepe 



di P. Pio Bruno Lanteri

Fondatore degli

Oblati di Maria Vergine

(Libero adattamento in linguaggio moderno

di Spi, 2018)

Accostati con fede viva al mistero del presepe dove nasce il Figlio di Dio, venuto a salvarti. Avvicinati con fede, con fede semplice di bambino e con un amore grande per Gesù che nasce per te e fermati lì nella grotta, entra dentro la grotta di Betlemme con fede e con amore invocando l’aiuto dello Spirito Santo che ti introduca nel mistero del presepe, te lo faccia gustare intimamente e ti regali una nuova esperienza dell’amore di Gesù per te. Coraggio! Impara a trattenerti con Gesù nella grotta di Betlemme!

Dopo aver invocato nel tuo cuore la presenza dello Spirito Santo, attiva al massimo la tua fede e ravviva il tuo amore per Gesù e intrattieniti nella grotta con Lui e, per prima cosa:


Osserva

• Osserva le circostanze in cui volle nascere Gesù:

- con la Mamma per strada, in viaggio, senza quelle comodità che anche la povera gente ha nella propria
casa…

- col freddo e in piena notte…

- accolto da una grotta perché nessuno volle che nascesse nella propria casa…


• Osserva la grotta che fungeva da stalla: osserva il luogo, accostati alle pareti di quella grotta che il Re dei Re si scelse come suo palazzo… osserva la mangiatoia… senti l’odore del fieno… il lezzo degli animali…

Fermati a baciare la grotta… e rifletti come Lui, il Figlio di Dio, abbia voluto scegliere per sé tutto ciò che c’era di più povero, umile, semplice e confronta quanto ha scelto Lui con quanto scegli tu ogni giorno per te…


• Osserva con affetto, con tanto affetto e amore le persone che sono nella grotta:

- C’è Gesù, guardaLo come si lascia avvolgere in fasce dalla Mamma e come si lascia deporre nella mangiatoia… Che grande mistero d’amore infinito!

“Un corpo mi hai dato… e allora ho detto: Ecco io vengo a fare la tua volon-tà” “Il Padre ha tanto amato gli uomini da dare il suo Figlio… da consegnare il suo Figlio”… Ecco, Maria è il tramite di questa consegna: in quel Bambino adagiato sulla mangiatoia c’è tutto l’amore del Padre per l’umanità, non poteva avere amore più grande di questo: regalarci suo Figlio…Fermiamoci a guardare Gesù Bambino mentre viene adagiato da Maria sulla mangiatoia avvolto in fasce…fasciamo anche noi Gesù insieme a Maria…, avvolgiamoLo nel nostro amore e deponiamoLo sulla mangiatoia…

A Betlemme tutto parla già del Cenacolo: Lui è il Pane vivo disceso dal cielo, nasce a Betlemme - “la casa del pane” - e viene deposto su una mangiatoia: è il primo ciborio, il primo ostensorio, la prima pisside dove viene deposto Gesù Eucaristia… A Betlemme tutto già parla di Golgota: L’estrema povertà…, il rifiuto di accoglierLo…, le fasce! Due volte Maria fascerà suo Figlio: a Betlem-me, prima di deporLo sulla mangiatoia e sul Golgota, prima di deporLo nel se-polcro! Quel corpicino che ora contempliamo sorridente fra non molto lo vedremo martoriato e torturato, sputacchiato, vilipeso e incoronato di spine, crocifisso e morto… e tutto questo per te!



- C’è Maria…, guardaLa mentre Lo guarda, mentre Lo accarezza, mentre Lo stringe a sé e Lo bacia… guardala mentre Gli dà il latte…guardala mentre Lo fascia e Lo depone nella mangiatoia… fermati a guardarLa con amore, guardaLa mentre Lo guarda lì nella mangiatoia con le braccine protese desideroso di essere preso in braccio da tutti…



- C’è Giuseppe… guardalo mentre Lo guarda… guarda il falegname di Nazareth che con le sue mani callose prende in braccio il Figlio di Dio che è diventato anche suo…guardalo mentre guarda Maria e il Bambino… lui, povero uomo, dovrà difendere e custodire il Figlio di Dio e la sua Mamma…

- Ci sono gli Angeli tutti, dove c’è il Re c’è sempre la sua corte… guardali come Lo adorano… come Lo amano… come Lo servono…come si deliziano di guardare il loro grande Dio che si è fatto piccolo piccolo… osserva il loro stupore… la loro gioia… il loro amore…



- ci sono le Tre Divine Persone, particolarmente abitano nel cuoricino di quel Bambinello…c’è il Padre: il Padre è sempre con Lui…il Padre è in Lui e Lui è nel Padre…c’è il Figlio, il Verbo Splendore del Padre, è lì con tutta la pienezza della sua divinità, quel corpicino è il suo corpo: si è incarnato per te… dato che in quanto Dio non poteva morire, ha voluto assumere la tua stessa natura umana per poter morire per te… perché tu capissi fino a che punto sei amato da Dio, ha voluto spogliarsi di tutto ciò che aveva per te, si è spogliato della sua divinità e ha fatto scambio con la tua umanità: si è preso la tua umanità e ti ha regalato la sua divinità: mirabile scambio! Follia d’amore di Dio per te!…C’è lo Spirito Santo… è Lui che ha reso possibile lo scambio…è Lui che invita allo scambio!



Fermati a riflettere: che figura fai tu lì in mezzo a tutti questi personaggi?

Cerca di non essere una presenza stonata… adeguati con sentimenti di umiltà, di profonda adorazione del mistero, di fede e di amore grande per Gesù che a te protende le sue mani per essere preso in braccio…



E ora fermati… fermati e…
Ascolta

Ascolta attentamente quel che si dice nella stalla: tutti parlano!



- Parlano Maria e Giuseppe: prova a pensare quali sentimenti Maria e Giuseppe manifestano a Gesù, al Padre del Cielo, allo Spirito Santo… fermati e ascolta quello che dicono a te……



- Parlano gli Angeli: parlano a Gesù e si presentano a Lui facendo a gara per manifestarGli lode, riverente amore, servizio… parlano a Maria, la loro Regina e La venerano… parlano a Giuseppe e si congratulano con lui perché il Padre del Cielo l’ha scelto per affidargli il suo unico Figlio… parlano alla SSma Trinità e la ringraziano da parte nostra per l’amore che ci porta… Parlano a noi… e vengono i Cherubini a manifestarci le perfezioni e le grandezze della divinità di Gesù, e ci insegnano a sprofondarci nel nostro nulla, ad ammirarLo, ad adorarLo… vengono i Serafini e ci scoprono gli abissi di bontà in Gesù, gli eccessi di amore verso di noi, e ci suggeriscono di liquefarci in amore per Lui, di disfarci, di consumarci in riconoscenza per tanto amore… Vengono i Troni, le Dominazioni, le Virtù, i Principati, le Potestà e ci avvertono che Egli è figlio di un gran Re che verrà a giudicare i vivi ed i morti, che dobbiamo amarLo, rispettarLo, e donarGli la nostra vita…Vengono gli arcangeli e gli angeli, e ci invitano ad ubbidire a Gesù con gioia, prontezza e fedeltà…



- Parlano le Divine Persone: Parla l'eterno Padre a suo Figlio e si compiace in Lui come della sua perfetta immagine, Lo ama infinitamente e come se stesso, e Gli dice: Figlio mio, Io oggi ti ho generato!… Parla l'eterno Padre a Maria e di Lei si compiace fra tutte le Sue creature, l'ama come Sua Figlia… Parla a Giuseppe, Lo costituisce Suo vicario, Gli consegna in custodia il Figlio e la Madre… Parla ai Suoi angeli e si compiace nel vederli adorare Gesù per Dio, venerare Maria per Sua Madre e loro Regina, e nel vederli solleciti cooperatori di Gesù per la grande opera della redenzione del genere umano… Parla l'eterno Padre a te, e ti dice che Egli è il Suo Figlio primogenito uguale a se stesso, che te Lo dona, e te Lo sacrifica per riscattarti dalla morte, dal demonio, dall'inferno, e ti invita ad ascoltarLo e imitarLo…



- Parla lo Spirito Santo e si compiace con Gesù della grande opera del Suo amore; si compiace con Maria Sua sposa; si compiace con Giuseppe degno sposo di Maria e custode di Gesù; si compiace cogli angeli che concorrono con Lui e con Gesù per salvare il genere umano. Parla a te e vorrebbe impossessarsi del tuo cuore per presentarlo a Gesù.…



- Parla Gesù e parla all'eterno Padre, Lo adora, si offre vittima per te e si sottomette ad ogni Suo divino volere, e Gli dice che sul libro è scritto che deve fare il Suo volere… Parla allo Spirito Santo e Gli manifesta l'amore infinito con cui Gli corrisponde, e si prepara a consumarsi per accendere il fuoco del suo divino amore in tutti i cuori… Parla a Maria e la riconosce per Mamma, Le manifesta il Suo cuore affezionato ed ubbidiente… Parla a Giuseppe, Lo ama e si sottomette alla Sua custodia… Parla finalmente a te, ossia parla per Lui la figura di bambino che prese, parlano le Sue lacrime, i Suoi sguardi che partono dal cuore, parla la stalla, la mangiatoia, parlano le fasce, la paglia, tutto chiede a te amore e corrispondenza.

Ascolta in ginocchio ciò che ti dice… rispondi con il tuo amore e il tuo affetto, pentiti amaramente di non aver avuto finora una grande attenzione verso questo mistero d’amore… piangi la tua freddezza… la tua ingratitudine verso Gesù e verso tanto amore… e chiedi la grazia di amarLo sul serio e di più, sempre e sopra ogni cosa… 


E infine…


Ringrazia e chiedi grazie per tutti

Ringrazia tutti quelli che hai incontrato nella grotta:.

- L'eterno Padre per averti dato suo Figlio, e con Lui ogni bene. Lo Spirito Santo per aver cooperato a un sì grande mistero d'amore… Il Verbo divino per essersi tanto abbassato per te, per liberarti dal peccato, dal demonio, dalla morte eterna.

- La Beatissima Vergine Maria per aver accettato di essere Madre di Dio e di avere partorito il tuo Fratello primogenito, ed essere divenuta per questo anche tua Madre…

San Giuseppe per aver servito e accudito Gesù Bambino nella nascita e in tutta la sua infanzia, come pure Maria sua diletta Sposa.…

- Gli angeli perché vennero a far onore a Gesù, e supplirono con il loro amore il non amore degli uomini… perché cantarono il Gloria e condussero i pastori alla capanna.



Avvicinati più da vicino al presepe e chiedi a Gesù per intercessione di Maria grazie per tutti: per te e per tutti la remissione dei peccati, un continuo avanzamento nella virtù e nella santità. EsponiGli tutte le necessità spirituali e materiali dell’umanità, specialmente quella più afflitta dalla miseria, dalla guerra, dalla sofferenza…chiedi grazie per i tuoi parenti… per i tuoi amici…per le loro necessità spirituali e materiali… per la Chiesa… per la conversione dei poveri peccatori… per l’unità di tutti i cristiani… per gli ebrei… per i musulmani… per i pagani del nostro tempo… perché tutti Lo riconoscano come loro Dio, Re e Signore…perché si moltiplichino i grandi Santi… perché conceda ai Suoi ministri grande amore e grande zelo per portare a Gesù molte anime…chiedi a Gesù di attirare a sé tanti giovani…chiedi grazie per le anime sante del Purgatorio, specialmente i tuoi parenti e amici defunti, perché il bambino Gesù li introduca tutti in Paradiso… chiedi grandi grazie per tutti e non lasciare il presepe senza portarti via con te, nella mente e nel cuore, Gesù!



Compendio

I. Osservare le circostanze in cui nacque Gesù.

II. Osservare la stalla e tutto ciò che vi è preparato per Gesù.

III. Rimirare con affetto le persone che vi si trovano.

IV. Ascoltare attentamente quel che si dice da tutti.

V. Ringraziare tutti quei personaggi che abbiamo ritrovato.

VI. Chiedere grazie al Bambino Gesù.

VII. OffrirGli le nostre buone risoluzioni

http://www.pasomv.it/index.htm
http://www.pasomv.it/index_file/Page2164.htm

Maria Valtorta-La nascita di Gesù Cristo:

Maria Valtorta

29. La nascita di Gesù [...]

Vedo ancora l'interno di questo povero rifugio petroso dove hanno trovato asilo, accumunati nella sorte a degli animali, Maria e Giuseppe.
Il focherello sonnecchia insieme al suo guardiano. Maria solleva piano il capo dal suo giaciglio e guarda. Vede che Giuseppe ha il capo reclinato sul petto come se pensasse, e pensa che la stanchezza soverchi il suo buon volere di rimanere desto. Sorride d'un buon sorriso e, facendo meno rumore di quanto ne può fare una farfalla che si posi su una rosa, si mette seduta e da seduta in ginocchio. Prega con un sorriso beato sul volto. Prega a braccia aperte, non proprio a croce, ma quasi, a palme volte in alto e in avanti, nè mai pare stanca di quella posa penosa. Poi si prostra col volto contro il fieno in una ancora più intensa preghiera. Lunga preghiera.
Giuseppe si scuote. Vede quasi morto il fuoco e quasi tenebrosa la stalla. Getta una manata di eriche fini fini e la fiamma risfavilla; vi unisce rametti più grossi, e poi ancora più grossi, perchè il freddo deve esser pungente. Il freddo della notte invernale e serena che penetra da tutte le parti di quella rovina. Il povero Giuseppe, presso come è alla porta - chiamiamo pure così il pertugio a cui fa da tenda il suo mantello - deve essere gelato. Accosta le mani alla fiamma, si sfila i sandali e accosta i piedi. Si scalda. Quando il fuoco è ben desto e la sua luce è sicura, egli si volge. Non vede nulla, neppure più quel biancore del velo di Maria che prima metteva una linea chiara sul fieno scuro. Si leva in piedi e lentamente si avvicina al giaciglio.
Non dormi, Maria? » chiede. Lo chiede tre volte, finchè Ella si riscuote e risponde: «Prego. »
« Non abbisogni di nulla? »
« No, Giuseppe. »
« Cerca di dormire un poco. Di riposare almeno. » « Cercherò. Ma pregare non mi stanca. » « Addio, Maria. »
« Addio, Giuseppe. »
Maria riprende la sua posa. Giuseppe, per non cedere più al sonno, si pone in ginocchio presso al fuoco e prega. Prega con le mani strette sul viso. Le leva ogni tanto per alimentare il fuoco e poi torna alla sua fervente preghiera. Meno il rumore delle legna che crepitano e quello del ciuchino che di tanto in tanto sbatte uno zoccolo sul suolo, non si ode niente.
Un poco di luna si insinua da una crepa del soffitto e pare una lama di incorporeo argento che vada cercando Maria. Si allunga, man mano che la luna si fa più alta in cielo, e la raggiunge, finalmente. Eccola sul capo della orante. Glielo innimba di candore.
Maria leva il capo come per una chiamata celeste e si drizza in ginocchio di nuovo. Oh! come è bello qui! Ella alza il capo che pare splendere nella luce bianca della luna, e un sorriso non umano la trasfigura. Che vede? Che ode? Che prova? Solo Lei potrebbe dire quanto vide, sentì e provò nell'ora fulgida della sua Maternità. Io vedo solo che intorno a Lei la luce cresce, cresce, cresce. Pare scenda dal Cielo, pare emani dalle povere cose che le stanno intorno, pare sopratutto che emani da Lei.
La sua veste, azzurra cupa, pare ora di un mite celeste di miosotis, e le mani e il viso sembrano farsene azzurrini come quelli di uno messo sotto il fuoco di un immenso zaffiro pallido. Questo colore, che mi ricorda, benchè più tenue, quello che vedo nelle visioni del santo Paradiso e anche quello che vidi nella visione della venuta dei Magi, si diffonde sempre più sulle cose, le veste, le purifica, le fa splendide.
La luce si sprigiona sempre più dal corpo di Maria, assorbe quella della luna, pare che Ella attiri in sè quella che le può venire dal cielo. Ormai è Lei la Depositaria della Luce. Quella che deve dare questa Luce al mondo. E questa beatifica, incontenibile, immisurabile, eterna, divina Luce che sta per esser data, si annuncia " con un'alba, una diana, un coro di atomi di luce che crescono, crescono come una marea, che salgono, salgono come un incenso, che scendono come una fiumana, che si stendono come un velo...
La volta, piena di crepe, di ragnateli, di macerie sporgenti che stanno in bilico per un miracolo di statica, nera, fumosa, repellente, pare la volta di una sala regale. Ogni pietrone è un blocco di argento, ogni crepa un guizzo di opale, ogni ragnatela un preziosissimo baldacchino contesto di argento e diamanti. Un grosso ramarro, in letargo fra due macigni, pare un monile di smeraldo dimenticato là da una regina; e un grappolo di pipistrelli in letargo, una preziosa lumiera d'onice. Il fieno che pende dalla più alta mangiatoia non è più erba : sono fili e fili di argento puro che tremolano nell'aria con la grazia di una chioma disciolta.
La sottoposta mangiatoia è, nel suo legno scuro, un blocco di argento brunito. Le pareti sono coperte di un broccato in cui il candore della seta scompare sotto il ricamo perlaceo del rilievo, e il suolo... che è ora il suolo? E' un cristallo acceso da una luce bianca. Le sporgenze paiono rose di luce gettate per omaggio al suolo; e le buche, coppe preziose da cui debbano salire aromi e profumi.
E la luce cresce sempre più. E' insostenibile all'occhio. In essa scompare, come assorbita da un velario d'incandescenza, la Vergine... e ne emerge la Madre.
Sì. Quando la luce torna ad essere sostenibile al mio vedere, io vedo Maria col Figlio neonato sulle braccia. Un piccolo Bambino, roseo e grassottello, che annaspa e zampetta con le manine grosse quanto un boccio di rosa e coi piedini che starebbero nell'incavo di un cuore di rosa; che vagisce con una vocina tremula, proprio di agnellino appena nato, aprendo la boccuccia che sembra una fragolina di bosco e mostrando la linguetta tremolante contro il roseo palato; che muove la testolina tanto bionda da parere quasi nuda di capelli, una tonda testolina che la Mamma sostiene nella curva di una sua mano, mentre guarda il suo Bambino e lo adora piangendo e ridendo insieme e si curva a baciarlo non sulla testa innocente ma sul centro del petto, là dove sotto è il cuoricino che batte, batte per noi... là dove un giorno sarà la Ferita. Gliela medica in anticipo, quella ferita, la sua Mamma, col suo bacio immacolato.
Il bue, svegliato dal chiarore, si alza con gran rumore di zoccoli e muggisce, e l'asinello volge il capo e raglia. E' la luce che li scuote, ma io amo pensare che essi hanno voluto salutare il loro Creatore, per loro e per tutti gli animali.
Anche Giuseppe, che, quasi rapito, pregava così intensamente da esser isolato dà quanto lo circondava, si scuote, e dalle dita strette al viso vede filtrare la luce strana. Leva le mani dal viso, alza il capo, si volge. Il bue ritto in piedi nasconde Maria. Ma Ella chiama : «Giuseppe, vieni.»
'Giuseppe accorre. E quando vede si arresta, fulminato di riverenza, e sta per cadere in ginocchio là dove è. Ma Maria insiste : « Vieni, Giuseppe » e punta la mano sinistra sul fieno e, tenendo con la destra stretto al cuore l'Infante, si alza e si dirige a Giuseppe che cammina impacciato, per il contrasto fra il desiderio di andare e il timore di essere irriverente.
Ai piedi della lettiera i due sposi si incontrano e si guardano con un pianto beato.
« Vieni, chè offriamo al Padre Gesù » dice Maria.
E mentre Giuseppe si inginocchia, Ella, ritta in piedi fra due tronchi che sostengono la volta, alza la sua Creatura fra le braccia e dice : « Eccomi. Per Lui, o Dio, ti dico questa parola. Eccomi a fare la tua volontà. E con Lui io, Maria, e Giuseppe, mio sposo. Ecco i tuoi servi, Signore. Sia fatta sempre da noi, in ogni ora e in ogni evento, la tua volontà, per tua gloria e per amor tuo. » Poi Maria si curva e dice : « Prendi, Giuseppe » e offre l'Infante.
« Io? A me? Oh, no! Non sono degno! » Giuseppe è sbigottito addirittura, annientato all'idea di dover toccare Iddio.
Ma Maria insiste sorridendo : « Tu ne sei ben degno. Nessuno più di te lo è, e per questo l'Altissimo ti ha scelto. Prendi, Giuseppe, e tienilo mentre io cerco i panni. »
Giuseppe, rosso come una porpora, stende le braccia e prende il batufolino di carne che strilla di freddo e quando lo ha fra le braccia non persiste nell'intenzione di tenerlo scosto da sè per rispetto, e se lo stringe al cuore dicendo con un grande scoppio di pianto.
«Oh! Signore! Dio mio! » e si curva a baciare i piedini e li sente freddi, e allora si siede al suolo e se lo raccoglie in grembo e con la sua veste marrone e con le mani cerca coprirlo, scaldarlo, difenderlo dalla sizza della notte. Vorrebbe andare verso il fuoco, ma là c'è quella corrente d'aria che entra dalla porta. Meglio stare qui. Meglio, anzi, andare fra i due animali che fanno da scudo all'aria e che mandano calore. E va fra il bue e l'asino e sta con le spalle alla porta, curvo sul Neonato per fare del suo petto una nicchia, le cui pareti laterali sono una testa bigia dalle lunghe orecchie, e un grosso muso bianco dal naso fumante e dall'umido occhio buono.
Maria ha aperto il cofano e ne ha tratto lini e fasce. E' andata al fuoco e le ha scaldate. Eccola che va a Giuseppe e avvolge il Bambino nella tela intiepidita e poi nel suo velo per riparargli la testolina. « Dove lo mettiamo ora? » chiede.
Giuseppe guarda intorno, pensa... « Aspetta » dice. « Spingiamo più in qua i due animali e il loro fieno e tiriamo giù quel fieno là in alto e lo mettiamo qui dentro. Il legno della sponda lo riparerà dall'aria, il fieno gli farà guanciale e il bue col suo fiato lo scalderà un pochino. Meglio il bue. E' più paziente e quieto. » E si dà da fare, mentre Maria ninna il suo Bambino stringendoselo al cuore e tenendo la sua' guancia sulla testolina per dargli calore.
Giuseppe ravviva il fuoco, senza risparmio, per fare una bella fiamma e scalda il fieno e man mano che lo asciuga, perchè non raffreddi, se lo mette in seno. Poi, quando ne ha raccolto tanto da farne un materassino all'Infante, va alla mangiatoia e lo dispone che sia come una cunella. « E' pronto » dice. « Ora ci vorrebbe una coperta, perchè il fieno punge, e per ricoprirlo... »
« Prendi il mio mantello » dice Maria.
« Avrai freddo. »
« Oh! non fa nulla! La coperta è troppo ruvida. Il mantello è morbido e caldo. Io non ho freddo per nulla. Ma che Egli non soffra più! »
Giuseppe prende l'ampio mantello di morbida lana celeste cupo e lo accomoda in doppio sul fieno, con un lembo che pende fuor dalla greppia. Il primo letto del Salvatore è pronto.
E la Madre, col suo dolce passo ondeggiante, ve lo porta e ve lo depone e lo ricopre con il lembo del manto e lo conduce anche intorno al tapino nudo che affonda nel fieno, appena riparato da questo dal sottile velo di Maria. Rimane scoperto solo il visetto grosso come un pugno d'uomo, e i Due, curvi sulla greppia, lo guardano beati dormire il suo primo sonno, perchè il calduccio delle fasce e del fieno ha calmato il pianto e conciliato il sonno al dolce Gesù.

 

Brano tratto da cap. 29, vol I, "L'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta, C.E.V., Isola del Liri, 2000.

Scuola di Betlemme aperta da Giesu bambino nel presepio

Scuola di Betlemme aperta da Giesu bambino nel presepio
Di Alexandre Gusmão

Da google libri


Alexandre chiama i suoi lettori discepoli della scuola di Betlemme ,
san Bernardo scrive:
Seguiamo o Signore mio ,e dolce mio Giesù ,voi,con voi,e per voi seguiamo la via,verità e vita,via dell'esempio,verità della promessa,e vita nel premio.

http://books.google.it/books?id=NEQDSWmrU6AC&dq=betlemme&hl=it&pg=PA319#v=onepage&q&f=false

Buona lettura.

Una strada di Misericordia ,di Yves Chiron

Da google libri
Una strada di Misericordia ,di Yves Chiron
da pag 21:
Nell'imminenza del Natale,mentre il minuscolo gregge si trovava rinchiuso nel capanno di Piano Romano ,Francesco (Forgione ) e Luigi decisero di costruire un presepe. ....................................... 
http://books.google.it/books?id=E-lW2Qi0OrYC&pg=PA21&dq=presepe&hl=it&sa=X&ei=cRZRT_dQjLmEB4jJ-cwI&ved=0CFwQ6AEwBTiYAg#v=onepage&q=presepe&f=true

PREGHIERA DEL PRESEPISTA

don Stefano Guidi

PREGHIERA DEL PRESEPISTA

Gesù Bambino, 
Stella che splendi nel mio presepio, 
la Tua nascita, che ogni anno voglio ricordare,
porti benedizione e pace a tutta la mia famiglia.

Il presepio che a Te piace di più è il mio cuore:
aiutami a prepararlo, a tenerlo curato bello e pulito, pronto per accoglierti: 
nasci dentro di me Gesù!
E donami quella gioia e quell'amore 
che tutti gli uomini, 
come eterni pastori e pellegrini, 
cercano da sempre
e che solo Tu puoi donare.

E ora ti chiedo di potermi unire 
al coro degli angeli
che in cielo e in terra cantano a tutti
che Tu sei il nostro Salvatore.

Amen