La prospettiva nel presepe

La prospettiva è un elemento essenziale all’ interno di un presepe perché dona ad esso il senso di lontananza e profondità mentre lo osserviamo.

Per evidenziare questo spetto è necessario che nel presepe sia presente un solo punto di vista e che l’altezza di visione possa far coincidere i nostri occhi con gli occhi delle statuine poste in primo piano. Per chiarire il concetto di prospettiva dobbiamo pensare al classico esempio dei binari della ferrovia, sappiamo che essi corrono paralleli, ma la nostra visione il lontananza li vede convergere in un unico punto, il punto in cui convergono le linee viene chiamato punto di fuga.

prospettiva nel presepe

Osservate le immagini per avere un concetto più chiaro.

Cenni sulla prospettiva e il rispetto delle proporzioni.

Per realizzare un presepe dobbiamo prima tener conto della struttura che si intende realizzare, delle proporzioni e dei personaggi che devono essere ben contestualizzati.

L’immagine seguente  mostra la cosìddetta scala di S.GIUSEPPE, esso  è uno strumento che serve per decidere le  dimensioni da attribuire alle strutture, comprese porte, finestre ed alberi in relazione alla grandezza dei personaggi che si vogliono utilizzare.

prospettiva e proporzioni di san Giuseppe

La scala di S. GIUSEPPE consente di fare una proporzione corretta tra gli oggetti che si vogliono inserire nel presepe e il mondo reale, è costituita da un piano cartesiano in cui sull’ asse delle ascisse ( ORIZZONTALE ) vengono riportate le misure in m o cm e su quello delle ordinate  ( VERTICALE) le misure in cm dei personaggi di cui si dispone, per stabilire la misura degli oggetti che andremo a posizionare . Questo permette alla misura della statuina di cui si dispone di trovare il corrispettivo valore dell’altezza reale di una persona, in maniera tale da poter tracciare la retta che dall’origine degli assi attraversi il punto trovato (nella figura sopra “A” – retta tratteggiata di colore blu). La retta è la scala  a cui bisogna far riferimento, infatti conoscendo il valore reale di un oggetto e proiettandolo dal proprio punto di valore numerico sulle ascisse fino alla retta, si trova subito il corrispondente valore sull’asse delle ordinate, che ripetiamo, rappresenta la misura dell’oggetto da realizzare.

L’esempio riportato nella figura precedente è evidenziato con tratteggio rosso e mostra che in una scala creata con statuine di 12 cm circa , corrispondenti all’altezza media di una persona di 160 cm, un secchio che nella realtà misura 40 cm, nel nostro presepe dovrà essere di circa 3 cm.

Bisogna quindi far si che detta proporzione si conservi per tutto il corso del lavoro, tenendo conto comunque della prospettiva, cioè delle dimensioni che gli oggetti assumono nella realtà osservata. Questo per dire che più ci si sposta dall’occhio dell’osservatore verso l’orizzonte e più un oggetto delle stesse dimensioni apparirà più piccolo.

Nella foto seguente il personaggio che abbiamo acquistato è alto cm 20, nella realtà una donna di media statura sarà alta circa cm 160.

Dunque  dividiamo i 20 cm in 16 parti (a partire dalla misura reale di cm 160 scelta per comodità). Il nostro obiettivo  è quello di ottenere a quanti cm equivale un metro reale nel presepe, utilizzando una opportuna proporzione. La parte ricavata è 1.25 cm (cm 20 /16), se la persona era alta nella realtà 170 cm si divideva per 17 e via discorrendo. La scelta dell’ altezza del personaggio nella realtà  viene selezionata in base a degli schemi, solitamente l’ altezza media è 170 cm.

Una volta stabilito questo e ottenuta  la divisione elementare, in questo caso 1.25 cm, se moltiplichiamo per 10 abbiamo il nostro metro in scala al personaggio. Il calcolo svolto è quello che si utilizza per individuare l’ equivalenza di 10 cm reali nel nostro presepe dividendo i 20 cm per 16, ricordiamo che i 20 cm corrispondevano a 160 cm nella realtà infatti dividendo 160 per 16 abbiamo 10 cm reali)

L’ esempio riporta un metro che misura 12.5, disegnandolo su un listello di legno , potremo usarlo come un metro in miniatura e rendere tutto proporzionale in base a questa unità di misura. Quindi una porta che  nella realtà misura circa 2 metri, un tavolo 80 cm, una piano di un casa circa 3 metri, una albero circa 8-10 metri.

prospettiva e proporzioni nel presepe

prospettiva e proporzioni nel presepe

Ecco una dimostrazione dell’ esempio fatto in precedenza

Dunque  un personaggio alto 18 cm e nella realtà avrà  un altezza di circa cm 170 , un tavolo dell’ altezza di  circa 80 cm, nel presepe,  misurerà  cm 8.5, questi sono risultati ottenuti con il calcolo della proporzione, come nella tabella seguente. Il metodo è  sempre il medesimo e prevede la divisione in 18 cm (altezza statua nel presepe) in 17 parti (equivalente a 170 cm /10), il segmento che si ottiene (1.1 cm ) equivale nella realtà a 10 cm (reali) moltiplicato per 10 si ottiene il nostro metro (realtà: cm 100 presepe: cm 10.1 la proporzione è circa 10:1 cioè un cm nel presepe equivale a 100 cm reali).

La proporzione si ottiene ancora una volta come segue: 170 (altezza persona reale) : 18 (altezza personaggio presepe) = 100 (1 metro reale ): x (metro presepe) x = 10.5 Questo significa che 10.5 cm (nel presepe ) corrisponde a 1 metro reale.

Per comodità, i presepi di grandi dimensioni vengono divisi in più piani che rappresentano idealmente la visione

naturale osservata e sui quali è possibile costruire più adeguate scale di S. Antonio.

I piani del presepe avranno degli scopi diversi. (nel caso suddetto vi mostriamo solo un esempio)

  1. PRIMO PIANO: Solitamente Capanna o Grotta della Natività (in evidenza), personaggi con dimensioni maggiori.
  2. SECONDO PIANO: Borgo e case con personaggi a scalare rispetto al primo piano
  3. TERZO PIANO : Sfondo con le montagne.

Per rispettare le proporzioni e la prospettiva si possono utilizzare anche le equazioni matematiche. Facciamo un esempio: – Consideriamo dei personaggi alti 30 cm e si deve costruire un tavolo proporzionato, non si deve far altro che rispettare la seguente operazione: 170:30=80:X dove 170 è l’altezza media di una persona, 30 è la misura delle nostre statue, 80 è l’altezza reale di un tavolo e X è l’incognita di cui bisogna trovare il valore. Sviluppando la proporzione abbiamo: X = 30 x 80 : 170 ovvero 2.400 : 170 = 14,11. Abbiamo, in questo modo, stabilito che l’altezza del tavolo dovrà essere di circa 14 cm. Sviluppando di volta in volta le varie proporzioni, avremo la certezza di rispettare il giusto equilibrio di tutta la scenografia.

Vi riportiamo una tabella con alcune proporzioni già calcolate.

tabella proporzioni

In questo discorso rientrano anche gli animali,  gli accessori, la vegetazione, proporzionati ai vari piani prospettici che costituiscono il  Presepe.

Per facilitare il lavoro, si può disporre di un listello di legno in cui riportiamo un nostro metro proporzionato; nell’ esempio seguente è rappresentato un metro per una statua di 15 cm, ovvero lungo 8.8 cm (avendolo calcolato con le formule suddette 15 [altezza statua] / 17 [altezza reale cm 170/10] = 0.88 cm, 0.88 *10 ).

Abbiamo diviso Il listello in 10 parti uguali [larghezza 0.88 cm](che simulano distanze che nella realtà sono di 10 cm). Esso verrà usato  per la realizzazione di tutte le strutture e sarà il riferimento principale per proporzionare ogni elemento.

Se nella realtà un tavolo è alto un metro, prendiamo 10 parti del nostro piccolo metro (in questo caso 8.8 cm ), se una porta è alta due metri allora prenderemo 20 parti del metro (in questo caso 8.8 *2 = 17.6 cm) e così via.

Per il nostro personaggio che è alto in realtà 170 cm 0.88 (segmento elementare) * 17 = cm 15 la misura che abbiamo in effetti nel presepe. Abbiamo usato la proporzione 170 (altezza reale) : 15 (altezza personaggio) = 10 (cm) : 0.88 perché 10 cm equivalgono nel metro del nostro presepe, a 0.88 cm. Ricapitolando ancora una volta per questo esempio calcoliamo la proporzione: 170 (altezza persona reale) : 15 (altezza personaggio presepe) = 100 (1 metro reale ): x (metro presepe)  x = 8.8

Questa formula afferma che 170 cm (reali) stanno all’ altezza del personaggio del presepe (15 cm) come 100 cm (1 metro reale) sta alla lunghezza del metro nel presepe.

Ciò significa che 8.8 cm (nel presepe ) equivalgono a 1 metro reale e il segmento elementare (8.8 / 10 = 0.88 ) 0.88 equivale a 10 cm nella realtà.

La formula generica per ottenere la lunghezza del metro nel presepe è:

  • [altezza persona reale] : [altezza statua presepe] = 100 (1 metro reale ): x (metro presepe)

Dobbiamo solo selezionare l’ altezza di una persona nella realtà  poiché l’ altezza del personaggio la conosciamo ed otteniamo la lunghezza del metro [x].

E’ sufficiente conoscere la misura reale e riportarla in miniatura con il nostro metro.

listello metrico

Definiamo prospettiva (geometrica) la rappresentazione di una figura tridimensionale su di un piano (o superficie bidimensionale) da un certo punto di vista, in modo che osservandola si ottenga la medesima percezione dell’occhio umano nella visione reale di quella figura. Questo sistema di rappresentare attraverso il disegno la profondità dello spazio e renderlo simile alla realtà, fu ed è ad oggi  oggetto di studi e ricerche che si sono sviluppati in campo artistico ed architettonico.

Il primo ad approfondire la corretta costruzione prospettica fu l’architetto fiorentino Brunelleschi, che nel XV secolo che formulò la regola per cui tutte le linee di profondità convergono in un punto di fuga unificato  in due punti di fuga per la prospettiva di tipo bifocale. Queste formule furono riprese ed approfondite più dettagliatamente da Leon Battista Alberti, in seguito tutti i maestri che si susseguirono nella storia, ne fecero tesoro.

La prospettiva è stata applicata in diversi campi, ma trovò largo uso in quello artistico ed architettonico, tanto da trovare numerose interpretazioni. ,infatti, in base alla visuale da cui la si osserva assume diverse nomenclature ed interpretazioni.

Esistono vari tipi di prospettiva, quella lineare, a quadro verticale, a quadro inclinato, accidentale, centrale, solida e così via, a seconda del punto di osservazione o punto di vista e del punto di origine ove convergono tutte le linee all’orizzonte, sono questi ultimi  i due elementi fondamentali della prospettiva, ovvero il piano di proiezione o punto di vista dell’osservatore detto anche quadro ed il punto O di origine, non appartenente al piano detto centro di proiezione. Solitamente , nella realizzazione del presepe, si fa riferimento alla prospettiva di tipo lineare, cioè quella che converge semplicemente tutte le linee su di un punto proiettato a distanza nello spazio detto “punto di fuga” o su due punti di fuga posizionati alla stessa altezza e sullo stesso piano nella profondità.

Determinato,  il punto di fuga, con l’ ausilio  di un filo fissato ad un punto fermo a distanza (fuga), generalmente calcolato al DOPPIO della lunghezza del piano di lavoro, bisogna far convergere le linee delle strutture sulla retta che conduce al punto di fuga. L’orizzonte deve essere all’altezza degli occhi dell’osservatore ed il punto di fuga deve quindi essere posizionato all’altezza dell’occhio del personaggio del presepe e del visitatore che in teoria devono coincidere.

linea dell'orizzonte della prospettiva per i presepi

L’ abitazione proporzionata ai personaggi e sagomata in prospettiva dà l’illusione della distanza.

Ricordiamo che anche il terreno è soggetto alle rigide regole della prospettiva, infatti tende ad avere un andamento in salita.

Il perno essenziale della costruzione di un presepe è la preparazione del piano e delle case, possibilmente realizzata, sotto forma di sagome, per esempio in cartone, in cui possono essere posizionati, temporaneamente, i personaggi. Questo passaggio è un grande aiuto per noi presepisti, perché scongiura il pericolo di errori grossolani di proporzione.

Un esempio è riportato di seguito.

Il pieno rispetto delle tecniche della prospettiva induce ad un lavoro falsato , saremo sempre noi con il nostro occhio critico a correggere ed intervenire prontamente. L’applicazione delle regole generali della prospettiva avviene generalmente per lavori di grandi dimensioni.

prospettiva in un presepe

prospettiva in un presepe

Per lavori casalinghi e meno professionali, non è necessario ricorrere ad uno studio meticoloso di tutte le regole illustrate in precedenza. Affidatevi al vostro occhio per la valutazione delle proporzioni e delle distanze.  Se decidete di ricorrere ugualmente all’ uso della prospettiva, è doveroso osservare il presepe dal punto di vista prestabilito, altre angolazioni faranno in modo da far scoprire il trucco che sta sotto l’effetto desiderato.

Negli esempi seguenti si evidenza come la prospettiva, applicata a un presepe, sia di notevole effetto.

linea della prospettiva in un presepe

Nell’ immagine precedente è evidente l’ applicazione della tecnica della prospettiva, in questo caso specifico non è stata seguita alla lettera, ci sono alcune modifiche sottolineate dalla presenza di alcuni tagli più dolci.  Per questo motivo,  è necessario modificare le linee per rendere armonioso l’ insieme. Il nostro obiettivo non è ottenere un risultato tecnicamente perfetto, ma quello di arrivare al cuore della gente , trasmettendo emozioni con la nostra arte. Dunque, il primo obiettivo da raggiungere è quello di  di rendere armonico il lavoro collegando emotivamente le varie parti, la prospettiva deve aiutare ad ottenere un buon risultato,  ma non deve essere la protagonista. Un elemento indispensabile è costituito  dal boccascena, il quale obbliga il visitatore a guardare solo nella direzione che è stata studiata a livello prospettico. In questo modo si può studiare la visione per rendere l’ effetto nel miglior modo possibile.

Vi forniamo una visione prospettica laterale che evidenzia gli effetti della prospettiva matematica sulle sagome delle case e sull’ altezza dei personaggi, noterete che le finestre, le porte i tetti devono essere sagomati seguendo le linee di fuga e anche il terreno tende a salire. Il metodo più efficace  per comprendere la prospettiva è una buona dose di esperienza. Nelle illustrazioni seguenti viene mostrata come, a partire da sagome che sono rettangolari con l’effetto della prospettiva, aiutandosi con un filo per il disegno, è possibile ottenere l’ effetto che vediamo (visione di prospetto). Le porte e le finestre man mano che ci si avvicina al punto di fuga diminuiscono la loro larghezza.

linee della prospettiva di un presepe

eccovi mostrato un altro esempio di realizzazione della prospettiva nel presepe, insieme al disegno che riproduce lo studio prospettico, qui la macchina fotografica  è stata posizionata quasi sulla linea di orizzonte in modo da captare la visuale  dal punto di fuga.

Come si vede dalla foto le linee convergono sul punto di fuga alcune sono state leggermente modificate nella fase iniziale di intaglio delle sagome, ciò serve per migliorare  la visione da altre angolazioni evitando inutili esasperazioni dell’ effetto prospettico.

La colorazione gioca un ruolo fondamentale  per far risaltare le distanze, le proporzioni e quindi la prospettiva. I colori più vicini a chi guarda il presepe saranno più marcati ed andranno a sfumare ed a essere più tenui man mano che ci si allontana.

Nel secondo e terzo piano, a determinare maggiormente il senso prospettico sarà il sapiente uso dei colori, con annesse sfumature azzurre, fino ad inoltrarsi nella parte finale dove troveremo le montagne , qui troveremo l’ azzurro nella sua gradazione più intensa per rafforzare il senso di profondità.  Come già detto nel primo piano tenderemo a curare i minimi dettagli, poiché è la parte più vicina allo spettatore, man mano che ci inoltreremo verso i piani successivi la definizione sarà minore. A far parte dei paesaggi ci sono gli alberi, anch’ essi  saranno soggetti alle regole della prospettiva, questi andranno disposti in maniera graduale rispetto al punto dell’ osservatore. La pavimentazione non è esente da questo tipo di discorso, avrà anch’ essa l’ effetto prospettico, per ottenerlo è necessario disegnare le linee che convergono verso il punto di fuga e poi sagomare i mattoni del pavimento. Le pareti di una stanza, tendono a stringersi verso il punto di fuga, per creare senso prospettico, osservare l’ immagine per avere un esempio più pratico.

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prospettive di un presepe

Nell’ immagine vengono mostrati un pavimento e una parete laterale, per creare il senso prospettico è stato utilizzato un filo  fissato al punto di fuga , si sono tracciate le linee che tendono verso di esso distanziate tra di loro di una larghezza fissa presa sulla linea rossa, cioè all’ inizio del pavimento, è necessario fare in modo che con il diminuire della profondità dei mattoni si ottenga la percezione di vicinanza al punto di fuga.

prospettive in un presepe

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