Materiali e attrezzi per il presepe

Un volta stabilito un progetto presepistico nella nostra mente scatta la fase del recupero materiali e attrezzi.

Si inizia a solitamente con la sagomazione di cartone o altro materiale da riciclo.

sagomazione di cartone o altro materiale da riciclo

Nelle immagini  che seguono vengono mostrati alcuni materiali che si usano nella realizzazione del presepe, ovvero:

  • diverse tipologie di legno come compensato
  • cantinelle e listelli
  • multistrato
  • poliuretano in fogli; carton-gesso;
  • gommapiuma.

gommapiuma e materiali per presepi

Nelle immagini vengono riportati:

  • esempi di polistirene presenti  in commercio con differenti densità e colori.
  • Esempi di sagome di strutture per migliorare il progetto
  • Esempi di materiale grezzo come gommapiuma,
  • polistirolo, poliuretano e legno, polistirene,
  • cortecce varie

materiali per sagome presepi

Nelle immagini precedenti si può vedere come i materiali già nella fase iniziale della conformazione delle strutture risultino determinanti. Anche il materiale reperito dal riciclo, come scatole o parti di imballo in cartone e polistirolo, può essere utilizzato per la realizzazione degli oggetti da inserire nel presepe, sia per una questione di risparmio, sia perché molto spesso l’utilizzo di cose già esistenti stimolano fortemente la fantasia dell’ artista che, attraverso la manipolazione di forme più o meno regolari, riesce a dar vita a numerose creazioni, non condizionate dalla paura dello spreco.

È intuibile quindi che ogni elemento esistente, può essere utile per fare un presepe, ma per poter essere utilizzato al meglio, è necessario conoscerne le caratteristiche, come è importante conoscere alcuni attrezzi da impiegare per la modellazione degli stessi materiali.

realizzazione di un presepe

Dopo questa fase, possiamo iniziare  disponendo il lavoro di una attrezzatura di base che prevede:

1) Gesso Alabastrino o scagliola (materiale largamente usato, di rapida essiccazione);

2) Stucco per legno o muro (utilizzato in combinazione con il gesso o da solo per lavori che richiedono un

tempo di lavorazione più lungo);

3) Carta e cartone di vari tipi e misure;

4) Sughero (molto usato nella tradizione napoletana meno in quella romana).

5) Polistirolo, Poliuretano , Polistirene di varia densità e spessore;

6) Legno di varie misure: compensati ed affini, tavole di vari spessori, listelli, multistrato;

7) Taglierini con lame piccole e grandi;

8) Colla vinilica, colla a caldo, attack, collanti per il polistirolo;

9) Creta , DAS e argilla in polvere, Cernit.

10) Balsa per modellismo di varie misure

11) Chiodi, martelli, viti per il legno, pinze, tenaglie, attrezzi vari da lavoro;

12) Fil di ferro da carpentiere (molto morbido e malleabile) e normale;

13) Gommapiuma di spessori diversi;

14) Cacciaviti (a punta piatta e a croce), trapano avvitatore e scalpelli;

15) Carta vetrata di diverse misure;

16) Colori (vd capitolo delle colorazioni);

17) Seghe per tagliare il legno, seghetto alternativo;

18) di Juta (fibra tessile utilizzata per il trasporto del caffè);

19) Attrezzi per lavorare il gesso: spatole, cazzuola e contenitori per l’impasto;

20) Materiale elettrico ed idraulico.

21) Colla di coniglio per i colori, olio di lino e essenza di trementina.

22) Pennelli di varie misure.

23) Borotalco (vi consiglio l’ autentico borotalco della Roberts , quello con la confezione verde bottiglia, si presta molto meglio rispetto al talco profumato degli altri marchi)

24) Asciugacapelli e Frullatore da cucina

Diamo ora una rapida descrizione ai materiali ed agli attrezzi che si usano per il lavoro, la seguente descrizione è frutto della mia esperienza professionale nel campo, ma vi ricordo che gli attrezzi che non devono mai mancare sono la passione e la fantasia.

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Dunque incominciamo con il materiale che compare sempre nella costruzione del presepe:

  • il Gesso

Facilmente reperibile in commercio, esistono due tipologie alabastrino e scagliola.  La differenza sostanziale tra il primo tipo e il secondo , risiede nella loro origine e nel tempo di essiccazione durante l’utilizzo. Il primo è leggermente più veloce nel tempo di essiccazione rispetto al secondo, la preferenza verterà  su quello più utile alle esigenze, considerando il fatto che non esiste una differenza sostanziale nel risultato.

Il gesso è molto economico e lo trovate in sacchi da 1 Kg fino a 25 Kg.

Si consiglia di non prendere quantitativi elevati perché il gesso è un materiale idroforo, cioè attira l’acqua, e per questo se resta tanto tempo a contatto con l’ aria senza essere utilizzato, perde parte le sue caratteristiche e può compromettere  il risultato finale. Ricordo però che nulla va sprecato e che anche il gesso vecchio e compromesso può essere utilizzato per altri usi.

Per lavorare il gesso utilizzate delle spatole apposite, esistono varie misure e forme, reperibili in esercizi commerciali che vendono materiali edili, ferramenta e in negozi specializzati di belle arti. In questi ultimi si possono acquistare spatole più particolari e delicate con punta arrotondata o appuntita, in molti casi è essenziali per la lavorazione accurata di alcune parti.

Il gesso va miscelato opportunamente con l’acqua, ricordo che questa operazione non va sottovalutata, dovrete prestare attenzione sui tempi e sulle quantità.

Le proporzioni tra acqua e gesso dipendono da quanto lo si vuole denso e il suo utilizzo finale. La nostra tradizione , cioè quella di lavorare il gesso per il presepe, deriva direttamente dalla tecnica spagnola , e più precisamente da quella Catalana.

La densità del gesso si sceglie in base al tipo di lavoro da intraprendere. Se si vuole realizzare un sistema roccioso o montuoso o ricoprire la yuta, sarà necessario preparare gesso non molto denso , per permettere a questo di penetrare nella trama della tela. Per una stuccatura di un muro su cartone o poliuretano occorre sicuramente un gesso più denso, tale da garantire stabilità sulla parete.

Tutto questo però prescinde dalla preparazione vera e propria che deve essere fatta in maniera opportuna e con un pizzico di pazienza.

La preparazione del gesso, che si voglia più o meno denso, inizia comunque dal versare dell’acqua in un contenitore che ne consenta di essere mescolato. È utile ad esempio utilizzare la metà di un palla di plastica ottenuta dal taglio simmetrico di un pallone da calcio reperibile presso qualsiasi negozio di giocattoli ( gli storici supersantos o supertele per intenderci). La metà della sfera è molto pratica, perché consente una facile pulizia a fine lavoro. Basta infatti attendere pochi minuti che il residuo in avanzo del materiale indurisca, che con leggera pressione sulla gomma si stacchi da suo interno, consentendone il riutilizzo immediato.

La polvere del gesso va versata lentamente, spolverata sull’acqua a pioggia fino a quando

acquista la consistenza di un latte. Adesso bisogna attendere , continuando a mescolare in maniera molto soft, questo permette di avere un processo più rapido di essiccazione, senza le dovute sollecitazione il gesso impiega molto più tempo per solidificarsi.

Quando acquista la consistenza di uno yogurt è utilizzabile per stenderlo abbastanza liquido, per esempio per colata, se si aspetta ancora un po’ allora diventa come una ricotta ed è ottimo per stuccature verticali. Se si utilizza il gesso in questo modo lo stesso rimarrà, anche dopo essiccato morbido per incisione e modifica.

Appena si decide di utilizzarlo, bisogna farlo rapidamente perché il tempo di essiccazione è abbastanza veloce ,ecco perché è consigliabile  preparare quantitativi di gesso poco per volta, lavorando nel presepe su piccole porzioni. Per garantire una buona essiccazione, è necessario che il locale in cui si lavora sia sufficientemente areato in quanto è l’aria stessa che asciuga l’umidità data dall’acqua. Un locale troppo umido, oltre a ritardare l’essiccazione del gesso, può compromettere la qualità del lavoro.

È possibile velocizzare l’essiccazione del gesso anche con aria calda utilizzando un phon asciugacapelli od un termoventilatore, ma nel far ciò bisogna fare molta attenzione perché si rischia di accelerarla troppo rendendo fragile il lavoro rischiando la formazione di crepe. Si consiglia di lasciare sempre che il gesso effettui il suo ciclo di essiccazione naturalmente e di ricorrere eventualmente all’accelerazione di tale processo solo se strettamente necessario e non su lavori delicati come stuccature e rifiniture.

Per scongiurare la formazione di grumi, versate il gesso molto lentamente, il cosiddetto metodo a pioggia, qualora il gesso, durante la lavorazione, dovesse indurirsi  troppo in fretta, aggiungete un piccolo quantitativo di acqua per mantenerlo malleabile, ma tale aggiunta pregiudica la qualità del gesso perché perderà elasticità ed aderenza dunque questa pratica va attuata solo in caso di stretta necessità. All’ impasto si può aggiungere del colorante, ma ricordate che le aggiunte implicano un’ accelerazione del processo di essicazione, dunque se non siete esperti, lasciate il gesso nella sua variante originale, coloratelo solo successivamente.  Lo stucco da muro, oltre ad essere più costoso, può essere utilizzato al posto del gesso nel caso di lavori lunghi e complessi di stuccatura in cui si desidera un materiale più duttile e facilmente correggibile, come ad esempio le fughe tra i mattoni o le stuccature di angoli difficili da raggiungere. Questo materiale è molto simile al gesso, se acquistate la formula in polvere, ma in commercio è più diffusa la vendita di quello già pronto all’ uso. Usate questo materiale insieme alla polvere di gesso per ottenere elasticità e quindi un risultato soddisfacente.

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  • Il polistirolo è un materiale dalle mille caratteristiche:

leggero, economico, facilmente reperibile e semplice da tagliare, grazie alla sua praticità è molto usato nella realizzazione di strutture di grandi dimensioni. Per sezionarlo si utilizza un taglierino o un filo (di metallo) a caldo, fate attenzione ai fumi emessi perché nocivi. Il polistirolo si distingue sia per lo spessore che per la densità delle caratteristiche palline che lo compongono, maggiore è tale densità, maggiore sarà la risoluzione degli oggetti che si possono ottenere, dunque per realizzare una casa molto piccola e ben definita nei particolari, occorre un polistirolo molto compatto.

Invece , per creare un boccascena, sarà sufficiente un polistirolo con grana più grande. Il polistirolo si assembla per mezzo di colle speciali, in commercio esistono diversi collanti e stucchi appositamente studiati, ma purtroppo hanno un prezzo molto elevato, in alternativa però, si può utilizzare semplicemente  della colla vinilica oppure il gesso o lo stucco essiccati. Se si dovesse utilizzare la colla vinilica, che ha tempi di asciugatura elevati, è opportuno che le parti siano assemblate e tenute ferme con fermagli come ad esempio degli stuzzicadenti. Non si possono utilizzare per ovvi motivi collanti a caldo, è possibile  solo se si mette un variatore di tensione a monte della pistola a caldo che regola la temperatura della stessa, essendo il polistirolo soggetto a deformazioni e scioglimento a contatto con il calore .Uno dei materiali più usati per la resa qualitativa e la facilità di manipolazione, è il poliuretano in fogli, utilizzato comunemente per l’isolamento termico delle pareti degli immobili e reperibile presso negozi per l’edilizia. Si presenta in lastre di vario spessore (2,3,..6 cm.), ricoperte su entrambi i lati con carta di colore marrone scuro, la carta deve essere tolta con l’ausilio di un taglierino e soprattutto con molta pazienza, lasciando emergere la superficie giallastra del poliuretano. La natura spugnosa, ma contemporaneamente densa ed omogenea, consente un facile utilizzo di questo materiale, infatti con una semplice incisione per mezzo di un taglierino, possiamo modellare particolari fini e dettagliati. L’assemblaggio semplice e veloce può essere fatto con colla a caldo. Il poliuretano, a causa delle sue caratteristiche impermeabili, non consente la colorazione per mezzo di colori a base acquosa come terre o tempere, per tanto è opportuno rivestirlo con un sottile strato di gesso, tranne se non si utilizzano colori acrilici (per la colorazione fare riferimento all’apposita sezione di questo corso).

Il gesso, ben compatibile con il poliuretano, va steso sulla superficie con spatola o pennello, a seconda della densità con cui viene preparato e secondo le esigenze, esso una volta applicato, deve essere levigato dopo l’essiccatura con carta vetrata fine per rimuovere eventuali imperfezioni sulla superficie. L’ incollaggio delle parti del poliuretano avviene con colla a caldo che si applica con una pistola apposita, questo materiale sta andando in disuso La colla a caldo è ,anche essa, un elemento ricorrente nella costruzione di un presepe per la sua particolare semplicità e rapidità di applicazione. Durante l’ utilizzo della colla a caldo bisogna prestare attenzione a due cose ben precise; toccarla solo dopo che si sia completamente raffreddata, poiché può causare ustioni all’ epidermide, assicurarsi che non ci siano sbavature durante il suo utilizzo, nel caso dovessero esserci eliminarle per tempo, poiché non permette l’ applicazione del gesso e dei colori. La colla a caldo esiste in vari tipi e si presenta generalmente come “candele” di diversa dimensione a seconda della misura della pistola che si usa per applicarla.

  • La colla a caldo e l’ annessa  pistola per l’ utilizzo sono  acquistabili  presso tutte le ferramenta e negozi di bricolage.
  • Per il presepe un altro materiale molto utilizzato  è il carton-gesso

Reperibile in commercio presso negozi per l’edilizia e largamente impiegato  per la realizzazione di controsoffitti e rivestimenti di costruzioni. Lo troverete sotto forma di lastre di varia misura e spessore non è un materiale particolarmente costoso ed  offre un’ottima resa qualitativa.

Il carton-gesso necessita di pazienza ed accortezza nell’utilizzo, occorre ripulirlo dalla carta che lo ricopre dal lato che si vuole lavorare. La carta è molto resistente e per essere rimossa deve essere bagnata e raschiata ripetutamente, fino a far emergere la superficie bianca. Durante questa operazione prestate attenzione, questo materiale avendo una conformazione rigida e sottile, può implicare la sua irreparabile spaccatura. Altra pecca di questo materiale risiede nel suo assemblaggio e nel suo supporto, per ovviare a tutto ciò, si devono creare delle strutture di sostegno in legno o con altro materiale che ne sorregga il peso.

  • Altro materiale molto utilizzato è la iuta:

fibra tessile che generalmente serve per la creazione dei sacchi per il trasporto del caffè e di altri prodotti agricoli. Nel presepe serve per realizzare rocce, montagne e comunque quasi tutta la parte che ospita la vegetazione. Essa è reperibile in negozi che vendono prodotti per l’agricoltura ed in alcuni ferramenta e va utilizzata sempre assieme al gesso.

  • Per le tegole, pavimenti e rivestimenti in genere, si utilizzano due materiali ovvero  la creta ed il DAS:

essi sono molto lavorabili grazie alla loro composizione e struttura.  La creta è molto più economica del DAS, ma è più difficile da reperire rispetto al DAS, infatti è disponibile solo in negozi specializzati per ceramica e belle arti in confezioni da 1 kg e oltre.

  • Per finire questa sezione dedicata ad una semplice descrizione dei materiali e del loro utilizzo nel presepe, non dimentichiamo l’importanza della gommapiuma e del cartone:

Questi due materiali consentono di realizzare paesaggi naturali e strutture particolari, ma a differenza degli altri non devono necessariamente essere acquistati. Essi sono infatti reperibili dal riciclo di scatole, imballi, vecchi materassi

Nelle foto potrete avere un quadro visivo dei materiali descritti e un valido supporto alla descrizione letterale fornita.

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materiali per presepi

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