I miei presepi , sono realizzati con diverse tecniche, come potrete vedere.
La fusione di queste tecniche rendono il paesaggio molto realistico.
Una di queste tecniche è la
tecnica catalana:
- meglio conosciuta come la tecnica del gesso (il tipo di gesso che utilizzo è gesso scagliola veramente economico e non uso alabastrino o altri derivanti), è una tecnica molto antica nata nella catalogna con una storia abbastanza simpatica, ovvero un presepista, avendo finito colla per incollare del sughero nel presepe ,non sapeva come procedere con i lavori .Un muratore vicino casa sua stava impastando del gesso,ma il quantitativo era superiore a quello che gli serviva, cosi il presepista si avvicinò e gli chiese se poteva usufruire del gesso in più e da quel giorno con l’evolversi dei questa tecnica straordinaria, possiamo riprodurre paesaggi molto simili alla realtà. Ovviamente bisogna trovare il supporto giusto per applicare la scagliola , nel mio caso utilizzo polistirolo o polistirene di vario tipo ovvero estruso o espanso (quello espanso è semplicemente quello con i pallini piccoli ,mentre quello estruso è quello compatto senza pallini )che bisogna saggiamente assemblare , ritagliando con un taglierino (cutter) o taglierina a caldo costruibile o acquistabile; a tal proposito ne approfitto per consigliarvi quello della Proxoon.
Vediamo nel dettaglio i paesaggi. Le montagne in profondità possono essere costruite con polistirolo sagomato e gesso spatolato con molta maestria oppure, si può utilizzare un’altra tecnica, ovvero quella del
polistirene estruso intagliato o incollato a mosaico.
- Con un supporto di polistirolo ,una volta fatta la struttura, sagomando case , con la predisposizione di porte e finestre, bisogna incollare i mattoncini uno ad uno (i mattoncini dovranno essere tagliati e lavorati dando una texture sia prima che dopo averli incollati), tecnica molto laboriosa che garantisce un risultato estremamente realistico.
Un’ altra variante è quella di usare il polistirene estruso incidendo direttamente con una matita o con una taglia balsa/ sgorbia piccola (in teoria anche dei bisturi vanno bene) anche in questo caso, la superfice deve essere rovinata sia prima che dopo l incisione di pietre (un piccolo consiglio è di premere alcune pietre per farle sembrare più basse ,la sensazione che si avrà sarà quella di un muro irregolare).
Per quanto riguarda la colorazione invece, utilizzo molte tecniche , proprio per non fossilizzarmi e per ottenere presepi differenti tra loro.
Ecco le tecniche che utilizzo:
La tecnica delle terre e/o pigmenti fissati con colle naturali
- (ad esempio colla di coniglio, ricavata giustappunto dalla pelle di coniglio , unico neo è che bisogna prepararne poca per volta altrimenti si deteriora emanando cattivo odore ) leganti acrilici (sono dei collanti sintetici con diverse formule ,più moderni , non si deteriorano facilmente in fase di preparazione ) , questa tecnica prevede l’ utilizzo di colori puri in polvere ricavati da minerali, o ossidi, ma anche da elementi naturali come piante o terriccio di campagna ad esempio . Questo materiale è facilmente reperibile, ma in casi estremi potrete crearli in casa. Delle volte per sfumare, utilizzo della terra trovata nelle campagne , filtrandola e polverizzandola con un frullatore ;il nero si ottiene con la fiamma di una candela, facendo annerire degli oggetti in porcellana o in metallo e successivamente grattando il materiale, si ottiene una polverina nera che funge da collante acrilico. Per questa tecnica creo una tavolozza, imbevo il pennello di collante e prendo solo il colore che mi serve ,lo stendo su un piattino di plastica e creo varie tonalità ,proprio come quando si dipinge un paesaggio su una tela. Questa tecnica permette di ottenere un risultato artistico ma, soprattutto realistico alla vista dello spettatore.
- Il secondo metodo è quello di acquarellare le pietre con degli acrilici o pigmenti , questo serve per dare dei lavaggi di colore , delle velature di colore , consente di modificare alcune tonalità ottenendo effetti (ad esempio muffe o umidità in alcuni punti come in prossimità di grondaie o sotto i cornicioni).
Possono essere utilizzati anche dei colori ad olio molto diluiti con della triellina e/o olio di lino (state attenti
alle quantità perché il polistirene potrebbe sciogliersi).
Un’ altra tecnica è quella degli acrilici sfumati con una tecnica da me ideata
- questa prevede l’utilizzo di spugne per rimuovere e sfumare i colori in modo non schematico. La scrittura non consente una spiegazione chiara ed efficace,ma, nel mio ultimo video corso, questa tecnica è mostrata ed ampiamente spiegata. Questa tecnica facilita in maniera impressionante il modo di dipingere. La consiglio soprattutto ai meno esperti , perché si ottengono risultati spettacolari con una semplicità unica .
Concludo con la vegetazione, rigorosamente ed integralmente fatta a mano, con elementi naturali trattati come la teloxis, graminacee e altre piante; solitamente utilizzo qualsiasi pianta che trovo in natura ma, anche piante costruite con carta (yucca) con il piombo in foglio o con polistirene estruso schiacciato (agavi e altre piante grasse) .
- Realizzo Ulivi, cipressi e palme interamente fatti a mano. Date un’ occhiata alle foto delle mie creazioni e per qualsiasi info potete contattarmi tranquillamente in privato attraverso la mia e-mail.

